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Visita alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista a Venezia


Il giorno 18 febbraio 2026, il Collegio ha organizzato la visita guidata alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, a Venezia. Si tratta di una tra le più antiche scuole di devozione e carità, attive a Venezia da molti secoli, essendo stata fondata nel 1261.

Siamo stati ricevuti dal Guardian Grando, prof. Franco Bosello, che ci ha introdotto alla Scuola, richiamando gli scopi e la storia di questa istituzione. La confraternita di San Giovanni Evangelista operò dalla fondazione fino all’avvento di Napoleone a Venezia, nel 1806, quando venne sciolta, ma il rapporto fra i confratelli continuò, fino a quando, nel 1856, fu possibile ricostituire la Confraternita, che da allora sta continuando la propria attività.

Il Guardian Grando ci ha poi presentato Lorenzo, che ci ha fatto da guida artistica e architettonica nei vari edifici che costituiscono la Scuola stessa.

La visita è cominciata dalla Chiesa di San Giovanni Evangelista, anticamente cappella privata della famiglia Badoer, ubicata sul campiello di fronte alla scuola, alla quale si accede da una porta laterale, in quanto quella principale dà su uno spazio chiuso, chiamato spazio Badoer, che attualmente è adibito a luogo espositivo. Costruita nel 970, la chiesa è stata oggetto di notevoli rimaneggiamenti e implementazioni nel corso dei secoli, tra cui l’aggiunta del presbiterio e dell’abside e delle due cappelle laterali, una delle quali, dal soffitto a volta riccamente decorato, dedicata a Santa Maria di Lourdes. La chiesa custodisce notevoli opere d’arte, tra cui una grande tela di Domenico Tintoretto, e un notevole organo.

Lasciata la chiesa ci siamo soffermati nel campiello, dominato dal setto marmoreo cinquecentesco di Pietro Lombardo, che rappresenta un grande portale dove l’aquila, simbolo di San Giovanni, viene rappresentata in diverse forme. Altro simbolo ricorrente è la staffa pastorale con la testa dell’aquila. Sulla parete esterna della Scuola, figura un altorilievo risalente alla seconda metà del quattordicesimo secolo.

Introdotti nell’interno della Scuola, visitiamo dapprima la sala delle colonne al piano terreno, il cui pavimento è stato rialzato rispetto all’originale, di circa 40 centimetri, a seguito all’ acqua granda del 1966: l’impostazione del pavimento originale è visibile attorno alle colonne, che ripartiscono la sala in due ampi spazi.

Ammiriamo poi lo scalone monumentale, realizzato nel 1550 da Mauro Codussi, per realizzare il quale fu deviato il rio che contornava la scuola. Il doppio scalone, che ricorda l’architettura di un ponte, gode di una prospettiva particolare, in quanto la scala si allarga nella salita al piano superiore, dove è più larga di 70 centimetri rispetto alla base di partenza: questo accorgimento conferisce allo scalone un effetto prospettico di monumentalità e grandezza.

Al primo piano si accede al salone di San Giovanni. La sala, di ampie dimensioni, fu edificata nel quindicesimo secolo in forma trapezia, e fu modificata e ingrandita nel diciottesimo secolo ad opera di Giorgio Massari, che ne progettò la sopraelevazione, alzando il soffitto di 5 metri e realizzando la serie delle finestre su entrambe le pareti lunghe, conferendo in tal modo un aspetto monumentale alla sala. La sala è decorata al soffitto con numerosi teleri, ispirati al Giudizio Universale, opera di Giandomenico Tiepolo, mentre alle pareti i teleri rappresentano la vita e gli episodi del Vangelo di San Giovanni, sono opera dei figli e della bottega di Tintoretto.

Si prosegue poi nella sala degli stucchi, dove vengono conservati il baldacchino del XVI secolo e il Soler, manufatto in legno verniciato in rosso e foglia d’oro con la raffigurazione dell’aquila, che viene portato in processione il 14 settembre di ogni anno dalla chiesa dei Frari alla Scuola di San Giovanni, per esporre la reliquia della croce: due frammenti di legno, si dice appartenenti alla croce di Cristo.

Si accede poi all’oratorio della Croce, dove viene conservata la croce che contiene le reliquie della vera croce di Cristo.

E infine visitiamo la sala dell’albergo, dove il Guardian Grando e le alte cariche della confraternita si riunivano. Alle riunioni era ammesso, in qualità di uditore, anche un rappresentante della Serenissima. Anche in questa sala sono conservate opere d’arte importanti, tra cui la tela “I quattro cavalieri dell’apocalisse” di Jacopo Palma il giovane.

Lorenzo si è rivelato una guida competente, attenta e scrupolosa nell’illustrale il complesso della Scuola e le numerose opere d’arte: a lui e al Guardian Grando va il nostro sentito ringraziamento.

Ecco alcune fotografie:

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