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Due eventi sul “nuovo nucleare” - visita tecnica al laboratorio RFX di Padova


Giovedì 5 marzo si sono tenuti due eventi coordinati sulla fusione nucleare: il primo, una visita tecnica al laboratorio RFX di Padova, organizzata dal prof. Piero Pedrocco, coordinatore della Commissione Territorio dell’Ordine degli Ingegneri; il secondo, il convegnoIl nuovo nucleare tenuto dall'Ing. Marino Mazzon, organizzato in sede dal Collegio Ingegneri Venezia. Si è ritenuto infatti utile unire i due eventi in un unico pomeriggio, per fornire ai nostri colleghi una visione il più possibile ampia e completa della situazione dell’energia nucleare e delle sue prospettive future. Il grande interesse suscitato ha contribuito a esplorare e fare chiarezza un campo molto discusso ma forse ancora poco conosciuto; un sentito ringraziamento a Fulvio Auriemma e a Marino Mazzon per i due interventi di alto valore tecnico scientifico.

Visita tecnica al laboratorio RFX di Padova

Il Consorzio RFX rappresenta una grande realtà scientifica, di cui fanno parte il CNR, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ENEA, le Università e altri soggetti. Quello di Padova è uno dei laboratori più importanti in Italia e in Europa, ed è impegnato nella realizzazione dei prototipi in scala reale per il progetto ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor): un grande progetto voluto da numerosi partner internazionali, che vede la realizzazione della centrale sperimentale a fusione di Cadarache, nel sud della Francia.

Si tratta del più grande progetto sperimentale al mondo, basato sulla tecnologia Tokamak, con l’obiettivo di dimostrare la fattibilità della fusione come fonte di energia pulita (la centrale non è destinata alla produzione di energia elettrica, ma a testare il processo della fusione nucleare per la produzione di energia).

Il progetto, di straordinaria complessità, è stato avviato da parecchi anni, e la sua ultimazione è prevista nel prossimo decennio. Il progetto, e le attività del laboratorio RFX di Padova, tratta la fusione di deuterio e trizio, isotopi dell’idrogeno quasi privi di radioattività, mentre le centrali di Cernobyl e Fukushima erano centrali a fissione, che utilizzavano uranio, e quindi con scorie radioattive che decadono in tempi lunghissimi.

Siamo stati accolti dal dott. Fulvio Auriemma, che ci ha illustrato le attività del laboratorio e le caratteristiche del progetto ITER.
Abbiamo poi visitato le varie parti del laboratorio, in particolare i prototipi SPIDER e MITICA, funzionali al progetto ITER, e il modello RFX, la struttura toroidale finalizzata ad espandere le conoscenze di fisica del plasma su un largo spettro di regimi non accessibili negli altri esperimenti.

Ecco alcune immagini della visita

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