Il giorno 10 aprile 2026 il Collegio ha organizzato una visita tecnica al restauro dagli affreschi di GiambattistaTiepolo nella volta della cappella di Santa Teresa d’Avila nella chiesa di Santa Maria di Nazareth, o Chiesa degli Scalzi, a Venezia.
La chiesa, opera di Baldassarre Longhena con la facciata di Giuseppe Sardi, fu completata all’inizio del diciottesimo secolo e consacrata nel 1705. Fu oggetto di notevoli restauri nel corso del diciannovesimo secolo.
L’interno è ad unica navata, con numerose cappelle laterali, una delle quali dedicata a Santa Teresa d’Avila, la cui volta venne affrescata da Giambattista Tiepolo, nel 1722.
Gli affreschi furono oggetto di restauri nel 1940 e nel 1967, ed ora è in corso un nuovo restauro, oggetto della nostra visita.
Siamo stati accolti dal padre Ermanno, e dal restauratore Luigi, che ci hanno illustrato i lavori e le tecniche del restauro in una conferenza accompagnata da numerose diapositive.
I lavori sono iniziati all’inizio del 2025; al momento attuale sono state completate le azioni di pulitura, e si procederà quindi con il consolidamento degli affreschi e i ritocchi cromatici, operazioni che richiederanno ancora qualche mese.
Il lavoro è stato preceduto da una serie di studi approfonditi sulla documentazione d’archivio, soprattutto fotografica, e sono stati costantemente seguiti dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Artistici.
L’affresco ha subito negli anni numerosi danneggiamenti: tra l’altro la chiesa fu bombardata durante la Prima guerra mondiale, e ne fu distrutta la navata, il cui soffitto era pure affrescato dal Tiepolo, mentre la cappella di Santa Teresa si salvò dalla distruzione.
Il restauro del 1940 era stato effettuato utilizzando colori alla caseina, secondo le tecniche usate a quel tempo, mentre nel 1967 furono utilizzate resine acriliche. Ora questi materiali sono stati completamente rimossi, grazie a preparati a base di un gel che, depositati sopra gli affreschi, hanno formato una pellicola che è stata successivamente rimossa, riportando gli affreschi allo stato originario. Si tratta ora di procedere con il consolidamento degli intonaci e i ritocchi alla parte pittorica, che saranno comunque molto limitati.
Dopo la ricca ed esauriente spiegazione, siamo stati accompagnati sui ponteggi allestiti nella cappella per ammirare da vicino gli affreschi e il lavoro svolto. È stata una visita emozionante, che ci ha consentito di vedere il lavoro sublime del Tiepolo da pochi centimetri e il prezioso lavoro dei restauratori, che sta riportando l’opera all’aspetto originario.
Successivamente, Padre Ermanno ci ha accompagnato nella visita al Giardino Mistico dei Carmelitani, che, circondato da alte mura che lo dividono dalla stazione ferroviaria, il cui sedime un tempo faceva parte dell’orto, si estende dietro la chiesa e arriva a lambire la laguna. Abbiamo effettuato un “percorso mistico” ispirato a Santa Teresa: cominciando dalla porta d’acqua, attraverso l’orto degli ulivi (13 come il numero degli apostoli con Gesù) poi il campo degli alberi da frutto, la zona del grano, il vigneto, dove sono coltivati i vitigni tipici del territorio, e gli ortaggi. Un percorso in un’oasi di silenzio e contemplazione, ancora preservata dalla presenza invadente del turismo veneziano.
Un sentito ringraziamento a padre Ermanno e al restauratore Luigi, che con competenza e tanta passione ci hanno illustrato il restauro degli affreschi e ci hanno fatto vivere l’esperienza del Giardino Mistico.
La chiesa, opera di Baldassarre Longhena con la facciata di Giuseppe Sardi, fu completata all’inizio del diciottesimo secolo e consacrata nel 1705. Fu oggetto di notevoli restauri nel corso del diciannovesimo secolo.
L’interno è ad unica navata, con numerose cappelle laterali, una delle quali dedicata a Santa Teresa d’Avila, la cui volta venne affrescata da Giambattista Tiepolo, nel 1722.
Gli affreschi furono oggetto di restauri nel 1940 e nel 1967, ed ora è in corso un nuovo restauro, oggetto della nostra visita.
Siamo stati accolti dal padre Ermanno, e dal restauratore Luigi, che ci hanno illustrato i lavori e le tecniche del restauro in una conferenza accompagnata da numerose diapositive.
I lavori sono iniziati all’inizio del 2025; al momento attuale sono state completate le azioni di pulitura, e si procederà quindi con il consolidamento degli affreschi e i ritocchi cromatici, operazioni che richiederanno ancora qualche mese.
Il lavoro è stato preceduto da una serie di studi approfonditi sulla documentazione d’archivio, soprattutto fotografica, e sono stati costantemente seguiti dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Artistici.
L’affresco ha subito negli anni numerosi danneggiamenti: tra l’altro la chiesa fu bombardata durante la Prima guerra mondiale, e ne fu distrutta la navata, il cui soffitto era pure affrescato dal Tiepolo, mentre la cappella di Santa Teresa si salvò dalla distruzione.
Il restauro del 1940 era stato effettuato utilizzando colori alla caseina, secondo le tecniche usate a quel tempo, mentre nel 1967 furono utilizzate resine acriliche. Ora questi materiali sono stati completamente rimossi, grazie a preparati a base di un gel che, depositati sopra gli affreschi, hanno formato una pellicola che è stata successivamente rimossa, riportando gli affreschi allo stato originario. Si tratta ora di procedere con il consolidamento degli intonaci e i ritocchi alla parte pittorica, che saranno comunque molto limitati.
Dopo la ricca ed esauriente spiegazione, siamo stati accompagnati sui ponteggi allestiti nella cappella per ammirare da vicino gli affreschi e il lavoro svolto. È stata una visita emozionante, che ci ha consentito di vedere il lavoro sublime del Tiepolo da pochi centimetri e il prezioso lavoro dei restauratori, che sta riportando l’opera all’aspetto originario.
Successivamente, Padre Ermanno ci ha accompagnato nella visita al Giardino Mistico dei Carmelitani, che, circondato da alte mura che lo dividono dalla stazione ferroviaria, il cui sedime un tempo faceva parte dell’orto, si estende dietro la chiesa e arriva a lambire la laguna. Abbiamo effettuato un “percorso mistico” ispirato a Santa Teresa: cominciando dalla porta d’acqua, attraverso l’orto degli ulivi (13 come il numero degli apostoli con Gesù) poi il campo degli alberi da frutto, la zona del grano, il vigneto, dove sono coltivati i vitigni tipici del territorio, e gli ortaggi. Un percorso in un’oasi di silenzio e contemplazione, ancora preservata dalla presenza invadente del turismo veneziano.
Un sentito ringraziamento a padre Ermanno e al restauratore Luigi, che con competenza e tanta passione ci hanno illustrato il restauro degli affreschi e ci hanno fatto vivere l’esperienza del Giardino Mistico.