Il giorno 3 luglio 2026 il Collegio ha organizzato la visita guidata alla mostra “Pertini - l’arte della democrazia” allestita al museo M9 di Mestre.
Ci ha fatto da guida la direttrice del museo Serena Bertolucci. La mostra ripercorre la vita del grande statista (1896 – 1990) che fu partigiano, politico, presidente della Camera dei deputati dal 1968 al 1976, e Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985. La mostra inoltre ne illustra le idee e le attività.
Durante la Prima guerra mondiale combatté sul fronte dell’Isonzo, dopo la guerra aderì al Partito Socialista Unitario, fu un fervente antifascista, e per questo suo impegno fu perseguitato e condannato. Evase dal carcere nel 1944 e divenne una delle figure di primo piano della resistenza.
Pertini fu anche un grande appassionato di arte del Novecento, e possedeva una ricca collezione di opere di artisti italiani. Questa mostra è strutturata in un doppio percorso: l’illustrazione delle fasi salienti della vita dello statista e l’esposizione di una selezione di opere d’arte della sua collezione, che consente di definirne la sua personalità.
Pertini apprezzava gli artisti indipendentemente dal loro credo politico, convinto che l’arte sia un’espressione di democrazia. Nella sua collezione figurano i nomi più importanti e rappresentativi dell’arte italiana del Novecento: da Francesco Messina, di cui vediamo una bellissima testa di fanciullo, a Mario de Luigi, a Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso e Giuseppe Zigaina, che interpretano le geometrie del cubismo, a uno splendido paesaggio di Ottone Rosai, a Mario Mafai, alle sculture di Luciano Minguzzi, improntate al movimento, a “Scilla”, la tela di Renato Guttuso che ritrae con grande realismo la caccia (così si chiama) al pesce spada sullo stretto di Messina.
Si prosegue con Tono Zancanaro, per arrivare a una natura morta di Giorgio Morandi, che pare Pertini sia riuscito ad ottenere dopo un lungo corteggiamento dell’artista, noto per essere persona schiva e solitaria. Ancora, Mario Sironi e Filippo De Pisis, Aligi Sassu e Virgilio Guidi, fino a Giacomo Manzù, con una struggente prova d’artista che ricorda l’eccidio di piazzale Loreto a Milano, dove furono fucilati 15 partigiani, e i loro corpi furono oltraggiati ed esposti al pubblico.
Attraverso queste opere quindi Serena Bertolucci ci ha fatto capire la personalità e la statura umana di Sandro Pertini. Che fu un grande politico, carismatico e dotato di grande determinazione, di fede socialista, intesa come moto di solidarietà verso i più deboli. Una sezione della mostra illustra l’impegno di Pertini a sostegno della pace, mentre un’altra sezione descrive il lungo periodo ti tempo che trascorse da esule, come clandestino o ricercato, da recluso in carcere e poi al confino. Pertini nelle prigioni del regime fascista ha costruito la propria maturità intellettuale.
L’8 settembre 1943 Pertini recupera finalmente la sua libertà, e subito si unisce alla Resistenza: è a Roma, a Firenze, sui monti, è a Milano il 25 aprile 1045. Pertini è un eroe della resistenza, e nella mostra vengono raccontate le sue azioni più epiche.
E dal dopoguerra fino alla sua scomparsa Pertini è stato protagonista della vita pubblica del nostro Paese: Ha svolto il ruolo di Presidente della Repubblica negli anni difficili del terrorismo, della strage di Bologna, del rapimento e dell’assassinio di Aldo Moro, delle Brigate Rosse.
Pertini ha saputo conquistare la simpatia e l’ammirazione dei cittadini, è stato oggetto di infinite caricature dei più noti vignettisti italiani, il suo mito si è sedimentato nella cultura popolare grazie a canzoni, vignette, racconti.
Un sentito ringraziamento va a Serena Bertolucci, che con tanta passione ci ha illustrato, anche attraverso la sua collezione di opere d’arte, la figura di un grande statista, che ha contribuito a scrivere la Storia del nostro Paese.
Ci ha fatto da guida la direttrice del museo Serena Bertolucci. La mostra ripercorre la vita del grande statista (1896 – 1990) che fu partigiano, politico, presidente della Camera dei deputati dal 1968 al 1976, e Presidente della Repubblica dal 1978 al 1985. La mostra inoltre ne illustra le idee e le attività.
Durante la Prima guerra mondiale combatté sul fronte dell’Isonzo, dopo la guerra aderì al Partito Socialista Unitario, fu un fervente antifascista, e per questo suo impegno fu perseguitato e condannato. Evase dal carcere nel 1944 e divenne una delle figure di primo piano della resistenza.
Pertini fu anche un grande appassionato di arte del Novecento, e possedeva una ricca collezione di opere di artisti italiani. Questa mostra è strutturata in un doppio percorso: l’illustrazione delle fasi salienti della vita dello statista e l’esposizione di una selezione di opere d’arte della sua collezione, che consente di definirne la sua personalità.
Pertini apprezzava gli artisti indipendentemente dal loro credo politico, convinto che l’arte sia un’espressione di democrazia. Nella sua collezione figurano i nomi più importanti e rappresentativi dell’arte italiana del Novecento: da Francesco Messina, di cui vediamo una bellissima testa di fanciullo, a Mario de Luigi, a Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso e Giuseppe Zigaina, che interpretano le geometrie del cubismo, a uno splendido paesaggio di Ottone Rosai, a Mario Mafai, alle sculture di Luciano Minguzzi, improntate al movimento, a “Scilla”, la tela di Renato Guttuso che ritrae con grande realismo la caccia (così si chiama) al pesce spada sullo stretto di Messina.
Si prosegue con Tono Zancanaro, per arrivare a una natura morta di Giorgio Morandi, che pare Pertini sia riuscito ad ottenere dopo un lungo corteggiamento dell’artista, noto per essere persona schiva e solitaria. Ancora, Mario Sironi e Filippo De Pisis, Aligi Sassu e Virgilio Guidi, fino a Giacomo Manzù, con una struggente prova d’artista che ricorda l’eccidio di piazzale Loreto a Milano, dove furono fucilati 15 partigiani, e i loro corpi furono oltraggiati ed esposti al pubblico.
Attraverso queste opere quindi Serena Bertolucci ci ha fatto capire la personalità e la statura umana di Sandro Pertini. Che fu un grande politico, carismatico e dotato di grande determinazione, di fede socialista, intesa come moto di solidarietà verso i più deboli. Una sezione della mostra illustra l’impegno di Pertini a sostegno della pace, mentre un’altra sezione descrive il lungo periodo ti tempo che trascorse da esule, come clandestino o ricercato, da recluso in carcere e poi al confino. Pertini nelle prigioni del regime fascista ha costruito la propria maturità intellettuale.
L’8 settembre 1943 Pertini recupera finalmente la sua libertà, e subito si unisce alla Resistenza: è a Roma, a Firenze, sui monti, è a Milano il 25 aprile 1045. Pertini è un eroe della resistenza, e nella mostra vengono raccontate le sue azioni più epiche.
E dal dopoguerra fino alla sua scomparsa Pertini è stato protagonista della vita pubblica del nostro Paese: Ha svolto il ruolo di Presidente della Repubblica negli anni difficili del terrorismo, della strage di Bologna, del rapimento e dell’assassinio di Aldo Moro, delle Brigate Rosse.
Pertini ha saputo conquistare la simpatia e l’ammirazione dei cittadini, è stato oggetto di infinite caricature dei più noti vignettisti italiani, il suo mito si è sedimentato nella cultura popolare grazie a canzoni, vignette, racconti.
Un sentito ringraziamento va a Serena Bertolucci, che con tanta passione ci ha illustrato, anche attraverso la sua collezione di opere d’arte, la figura di un grande statista, che ha contribuito a scrivere la Storia del nostro Paese.