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Visita guidata alla mostra "Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari"


Sabato 12 settembre si è svolta la visita alla mostra "Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari" allestita nella splendida cornice dell'appartamento del Doge a Palazzo Ducale; ad essa hanno partecipato 24 tra soci del Collegio e relativi accompagnatori.
Il tema della mostra, che accomuna Etruschi e Veneti (o meglio Venetici cioè i Veneti antichi, popolazione di origine indoeuropea che abitò la pianura veneta tra Adige, Prealpi e Livenza tra il VI ed il I secolo A.C.), è il loro rapporto sacrale con l'acqua.
E' storicamente accertato che Etruschi e Venetici ebbero intense relazioni commerciali e culturali sia per la vicinanza dei territori da loro abitati (si veda la mappa di seguito allegata) che per la dimestichezza di entrambi i popoli con la navigazione marittima e fluviale, che consentiva loro facili e rapidi trasferimenti.
 

Per i suddetti popoli l'acqua, allora come ora, era essenziale per l'esistenza e ad essa attribuivano, in quanto fonte di salute e di salvezza, un forte significato religioso: quindi culto dell'acqua (elemento che si identifica con la divinità) e acqua nel culto (come strumento di cura, rito e purificazione).
In quest'ottica hanno ovviamente avuto particolare rilievo le acque termali e minerali che, con le loro proprietà terapeutiche, erano una diretta ed evidente misura della presenza divina. Perciò, in corrispondenza di queste fonti curative, sorgevano santuari dedicati alle varie divinità.
La mostra, pertanto, espone numerosi oggetti rinvenuti in prossimità di detti santuari, di natura propiziatoria e devozionale come ex voto anatomici, statuette in bronzo rappresentanti uomini ed animali, lucerne, olle monoansate, vasi acromi, offerte per i benefici richiesti o ricevuti, monete, calici, tazze e tazzine (ndr purtroppo era vietata la ripresa fotografica degli oggetti in mostra).
I reperti esposti derivano dai seguenti santuari:
- in Etruria: Vulci (IX-VI secolo A.C.), Chiusi (V-II secolo A.C.), Chianciano (IV secolo A.C.- II secolo D.C.), San Casciano dei Bagni (V secolo A.C. - V secolo D.C.), Marzabotto (VI-III secolo A.C.)
- in Veneto: Montegrotto (San Pietro Montagnon VIII secolo A.C.-II secolo D.C.) e Lagole di Calalzo (VI secolo A.C. - IV secolo D.C.).
All'acqua, poi, intesa come via di transito, di comunicazione e di trasporto venivano associate divinità cui chiedere protezione nella navigazione e nei commerci ed ecco allora che, anche presso i porti fluviali o marittimi, sorgevano santuari, di cui sono pervenuti resti importanti:
- in Etruria: Pyrgi (porto di Caere attuale Cerveteri VII-III secolo A.C.), Spina (VI-III secolo A.C.), Adria (VI - I secolo A.C.)
- in Veneto: Este (VII secolo A.C.- III secolo D.C.), Altino (VI secolo A.C. - III secolo D.C.)
 

Così anche in questi siti sacri, dedicati alle divinità dell'acqua, sono stati recuperati doni votivi nelle forme di statuette di bronzo raffiguranti uomini ed animali, vasi anche attici.
A conclusione della mostra, nell'ultima sala, è esposto uno splendido arazzo, realizzato con fibre ricavate dai rifiuti ed intrecciato con fibre a led, che illustra l'ecosistema lagunare veneziano e le sue criticità ambientali: sulla superficie compare e scompare la scritta luminosa "we are bodies of water". A ribadire che siamo fatti di acqua e che, ora come allora, l'acqua va rispettata, tutelata e salvaguardata.

Di seguito alcune fotografie dell'evento:



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