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Visita guidata al Palazzo della Ragione e antichi Palazzi Comunali di Padova


Il 17 ottobre2026 il Collegio ha organizzato una visita al Palazzo della Ragione e ad altri palazzi nel centro storico di Padova. La guida Chiara ci ha accompagnato nella visita illustrandoci le vicende storiche che hanno portato alla realizzazione degli edifici e le caratteristiche architettoniche e artistiche degli edifici stessi.
 
Abbiamo iniziato la visita sotto il Palazzo del Consiglio, sorto nell’epoca dei Comuni, tra il 1260 e il 1290, che fu sede del Maggior Consiglio, sede del Podestà. Il palazzo ha la struttura dei palazzi padani: il piano terra era destinato alle botteghe, mentre ai piani superiori vi erano le stanze dell’amministrazione cittadina. Al piano terreno sono da notare tre arcate in pietra bianca, che ricordano l’architettura romana dell’arena di Verona, rifinite con modanature e sostenute da preziosi capitelli lavorati, mentre la parete dei piani superiori, in mattoni, è stata rimaneggiata nel corso dei secoli, ma sono ancora riconoscibili le antiche forature.
 
Adiacente al palazzo comunale vi è la Torre Rossa, costruita nel 1348, che fu sede della cancelleria e deposito documentale. Al piano terra vi erano le prigioni, mentre dal volto pendeva una gabbia nella quale venivano esposti i condannati. Il volto è chiamato “volto della corda” perché vi pendevano delle corde usate per le punizioni dei condannati (tratti di corda), che venivano eseguite in pubblico.
 
Nell’angolo del palazzo si riconoscono, scolpite sulla pietra, le misure che venivano utilizzate all’epoca per l’acquisto delle mercanzie: la tegola, per la farina, lo staio per le granaglie, il mattone e il brazzolaro, usato per misurare le stoffe.
 
Saliamo quindi lo scalone che ci porta al Palazzo della Ragione. Venne costruito nel 1218-19 in un luogo paludoso attraversato da fiumiciattoli, con pianta a forma di losanga, per rispettare la geometria dei corsi d’acqua. In origine il palazzo era molto più basso dell’attuale, e venne sopraelevato circa un secolo dopo la sua costruzione, ad opera di Fra’ Giovanni degli Eremitani, un frate ingegnere esperto nell’arte delle costruzioni, che fra il 1306 e il 1309 realizzò un unico grande salone al primo piano, in luogo delle tre sale in cui era diviso lo spazio in precedenza, e la copertura a forma di carena di nave rovesciata, una straordinaria struttura autoportante in legno, rivestita all’esterno da lastre di piombo.
 
Il loggiato che circonda il palazzo venne costruito più tardi, nel secolo quindicesimo. Il palazzo fu devastato da un incendio nel 1420, che ne distrusse il tetto e rovinò gli affreschi, realizzati da Giotto.
 
All’interno del salone le pareti sono ricoperte da splendidi affreschi ispirati alle teorie di Pietro D’Abano, studioso di grande fama, medico dei papi, uomo di cultura straordinaria, che sosteneva che i pianeti e le stelle esercitavano un’influenza importante sulla vita degli uomini. Erano di fatto teorie molto complesse, che furono illustrate nel ciclo pittorico che adorna le pareti del salone, realizzato da Stefano da Ferrara (marzo e aprile) e da Niccolò Miretto, che raffigurò gli altri mesi.
I numerosissimi quadri rappresentano i mesi dell’anno, con i segni zodiacali collegati, le arti e i mestieri legati alle stagioni. Si comincia dal mese di marzo, rappresentato dal cacciatore, dal segno zodiacale dell’ariete, e dalla figura di Marte. Aprile è rappresentato da una fanciulla e dal rifiorire della natura, dal segno del Toro, mentre il mese di maggio da Mercurio e dall’alchimista e dal segno dei gemelli. Giugno vede un contadino che miete il grano, con la luna e il segno del cancro, rappresentato da un gambero di fiume. Luglio ha il sole e il segno del leone. In mezzo alla parete una grande immagine di San Marco interrompe la teoria dei mesi, che riprende con agosto e gli altri mesi, fino a febbraio, mentre nel ciclo inferiore delle pitture sono rappresentati gli animali per indicare i tribunali (il maiale, il drago, …) che erano situati sotto le figure, in modo da poter essere riconosciuti.
 
Un ciclo di affreschi straordinario, in un ambiente altrettanto straordinario, che non ha eguali.
Un ringraziamento va alla guida Chiara, molto precisa ed eloquente nell’illustrazione della visita.
 

Ecco le immagini della visita:

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