Diamo anzitutto il benvenuto a tutti coloro che hanno avuto la curiosità di venirci a trovare, iscritti al Collegio e non.
Il Collegio si configura come una libera associazione di ingegneri e che si caratterizza per l’impegno serio e costante di natura prettamente culturale, affiancandosi, in termini sempre responsabilmente coordinati all’Ordine presso cui ha la sua sede. La sua storia affonda le radici in tempi lontani ed è ricca di avvenimenti di cui il Collegio è stato protagonista, anche in tempi recentissimi e continua tuttora ad esserlo. Una storia che forse non è del tutto ben nota neppure a non pochi degli iscritti, specialmente tra i colleghi più giovani. Gli ingegneri veneziani abbiano dato vita a forme di associazionismo professionale già nel XIX secolo, poco dopo la nascita a Padova della Scuola d’Ingegneri avvenuta nei primi anni dell’ottocento, in periodo napoleonico. Infatti al primo Congresso nazionale degli ingegneri e architetti italiani, tenutosi a Milano nel 1873, gli ingegneri veneziani sono presenti numerosi in rappresentanza di due distinte associazioni: la Società degli Ingegneri di Venezia e il Circolo degli Ingegneri di Venezia.
Il sesto Congresso nazionale è stato tenuto proprio a Venezia nel 1887 e nell’occasione gli ingegneri veneziani offrirono ai colleghi convenuti il “nuovissimo” progetto dell’acquedotto della città. Sono in questi eventi e in siffatti precedenti che si fonda la tradizione che continua del Collegio degli Ingegneri della Provincia di Venezia (oggi in Italia di gran lunga il più numeroso di iscritti e anche il più attivo), essendo sempre testimone partecipe di evoluzioni storiche anche particolarmente significative, come - ad esempio - la nascita avvenuta nel 1904 del Collegio veneto degli ingegneri che ha trovato la sua sede a Venezia .Altro momento storico particolarmente importante nel quale il Collegio si è trovato coinvolto è quello rappresentato dall’istituzione per legge nel 1925 degli Ordini professionali degli ingegneri e degli architetti (R.D. 23.10.1925 n. 2537). In un certo senso è da una sua costola che nasce questo fondamentale organo di magistratura professionale; infatti il Collegio in quel momento da tale nuova istituzione non si fa assorbire ma ad essa invece si affianca per continuare nella sua attività di approfondimento professionale e di crescita culturale, così sostenendola ed integrandola negli ambiti in cui essa trovava difficoltà ad operare efficacemente a favore degli iscritti. Da allora la situazione generale e gli specifici reciproci rapporti tra i due organismi non sono mutati, se non per adeguarsi, intatto rimanendo lo spirito, alle novità dei tempi e alla dinamica naturale delle modificazioni degli assetti sociali e istituzionali del paese.
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